Ripristino aree sterili: cosa significa

ripristino aree sterili

Il ripristino aree sterili è un’operazione che viene svolta in luoghi che necessitano alti livelli di igiene e pulizia. 

L’ambito medico è un odi questi. Qui l’igiene, infatti, non è importante, è fondamentale.

Per evitare la proliferazione di batteri, malattie, e infestanti alcuni ambienti richiedono non solo una pulizia impeccabile, ma anche una profonda sanificazione dell’aria e delle superfici, e in alcuni casi anche una sterilizzazione degli strumenti di lavoro.

In gergo, l’operazione viene definita “ripristino aree sterili”.

Vediamo che cosa si intende.

Ripristino aree sterili: le CleanRoom

Un’area definita “sterile” è uno spazio all’interno del quale devono essere sempre garantiti alti livelli di igiene e pulizia in quanto al loro interno si svolgono delicate operazioni di carattere medico o alimentare.

Si tratta di aree microbiologicamente controllate dette anche CleanRoom, o camere bianche, nelle quali vengono svolte attività particolarmente sensibili alla contaminazione, ecco perchè si parla di ripristino aree sterili. 

In queste particolari camere vengono costantemente tenute sotto controllo temperatura interna, umidità, quantitativo di particelle presenti e in alcuni casi anche la differenza di pressione.

L’aria deve essere pura e costantemente riciclata, in modo tale da ridurre al minimo il rischio di introduzione di particelle dannose.  

É quasi superfluo specificare quanto sia importante igienizzare aree di lavoro e attrezzature utilizzate.

Ci sono delle prassi di svolgimento di queste attività che non possono passare inosservate, soprattutto per quel che riguarda:

  • La pulizia dei pavimenti e delle superfici delle aree sterili
  • La pulizia degli strumenti di lavoro
  • La gestione dei rifiuti

Andiamo a vedere nel dettaglio come devono essere portate a termine queste attività.

Aree sterili: pulizia dei pavimenti e delle superfici

Spesso, le aree sterili richiedono una disinfezione non solo delle superfici orizzontali ma anche di quelle verticali.

Sanificazione superfici verticali

Per superfici verticali si intendono gli arredi, i ripiani, i serramenti e le pavimentazioni in generale.

L’operazione di disinfezione delle superfici verticali richiede l’uso di detergenti specifici, spruzzati su panni leggermente umidi, i quali vengono fatti passare sulle superfici con un movimento che va dal basso verso l’alto.

Sanificazione superfici orizzontali

Generalmente le superfici orizzontali hanno livelli di contaminazione batterica più elevati rispetto a quelli delle superfici verticali, per il semplice fatto che hanno una maggiore probabilità di entrare in contatto con strumenti o persone.

Sono anche le superfici sulle quali si accumula la polvere, che va ovviamente asportata.

I panni utilizzati per l’asportazione della polvere vanno sostituiti ogni 25 mq di superficie.

Pulizia degli strumenti di lavoro

Dopo essere stati appositamente decontaminati dagli operatori sanitari, gli strumenti di lavoro devono essere immersi in un liquido disinfettante.

In particolare, quelli utilizzati per operare i pazienti periodicamente necessitano di una completa sterilizzazione, una procedura speciale.

Esistono tre diverse tipologie di sterilizzazione:

  • Sterilizzazione tramite vapore saturo
  • Sterilizzazione tramite mezzi chimici
  • Sterilizzazione mediante l’uso di perossido di idrogeno

Gestione dei rifiuti

L’operazione di ripristino aree sterili comprende anche lo smaltimenti di rifiuti, i quali vanno gestiti nel modo appropriato in base alla tipologia di cui fanno parte.

Esistono infatti diverse tipologie di rifiuti di carattere sanitario, ognuno con il suo grado di pericolosità di infezione.

Essi sono:

Rifiuti sicuri o non pericolosi

In questa categoria rientrano le classiche bende da fasciatura e i gessi, ovvero materiali che non sono venuti in contatto con sostanze organiche pericolose.  

Rifiuti pericolosi ma senza rischio infettivo

Si tratta ad esempio di prodotti chimici o di liquidi derivati da attività di laboratorio, quindi che se miscelati o ingeriti erroneamente potrebbero risultare pericolosi.

I rifiuti di questa tipologia vanno separati, unendo nei medesimi contenitori quelli della stessa natura e dividendo quelli differenti.

Rifiuti pericolosi con rischio infettivo

Si tratta di rifiuti che sono venuti in contatto con sangue o materiali organici, quindi potenzialmente portatori di infezioni.

Per queste tipologie di rifiuti esistono specifici contenitori di smaltimento che riportano la dicitura di rischio di contaminazione biologica.

Se vuoi avere maggiori informazioni in merito alle attività di igienizzazione leggi la news intitolata Differenza tra detergere, igienizzare e sanificare. 

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